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L’efficacia microbiologica del LED UV-C

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I batteri sono organismi costituiti da una sola cellula (unicellulari) procarioti (ossia privi di nucleo cellulare), ma assimilabili a organismi viventi completi, poiché dotati di tutte le strutture e gli enzimi necessari per espletare le funzioni metaboliche fondamentali, potendo quindi vivere in modo indipendente e riprodursi autonomamente, per divisione cellulare. La trasmissione può essere veicolata da individui, animali, acqua, cibo, o oggetti contaminati.

Secondo uno studio della SIMIT, il 54% dei ricoveri in tutte le unità operative di malattie infettive d’Italia sono dovuti a infezioni batteriche.

Le infezioni batteriche possono essere trattate con gli antibiotici, ma allarmanti dati ci arrivano da una ricerca ECDC, secondo la quale l’Italia risulta essere il paese europeo che usa più antibiotici negli allevamenti animali e, assieme al Belgio e Francia, è il paese europeo dove si consumano più antibiotici sia a livello ospedaliero che di comunità. Tutto ciò provoca un’elevata assuefazione agli antibiotici, favorendo successivamente l’emergenza di resistenze batteriche anche nell’uomo.

Gli UV-C sono stati commercializzati per la prima volta negli Stati Uniti negli anni ’20 per controllare i focolai di tubercolosi, dopo di che tale tecnologia è caduta in disgrazia quando furono sviluppati gli antibiotici.

Adesso più che mai l’interesse per l’uso dell’UV-C, soprattutto dei LED UV-C, è aumentato in tutto il mondo, in quanto rappresenta una metodologia sicura, non inquinante e con un ampio spettro di efficacia microbiologica che consente di prevenire le infezioni batteriche.

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